Newton Compton Editori - 2016
4 ⭐️
Perché i libri sono una forma di terapia: una dose di sogni a occhi aperti spesso ti ripaga da molte infelici esperienze reali. Tutti hanno bisogno di dimenticarsi per un attimo la propria vita.
Il Libro
Cinque anni fa Aidan Tyler ha lasciato New York sul carro dei vincitori, diretto verso il sole e il divertimento della California. Fresco di Premio Pulitzer grazie al suo primo libro, coccolato dalla critica e forte di un notevole numero di copie vendute, era certo che quello fosse solo l’inizio di una luminosa e duratura carriera. Peccato che le cose non stiano andando proprio così: il suo primo libro è rimasto l’unico, l’agente letterario e l’editore gli stanno con il fiato sul collo perché consegni il secondo, per il quale ha già incassato un lauto anticipo. Un romanzo che Aidan proprio non riesce a scrivere. Disperato e a corto di idee, in cerca di ispirazione prova a rientrare nella sua città natale, là dove tutto è iniziato. E sarà proprio a New York che conoscerà Laurel, scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Già, “rosa”: un genere che Aidan disprezza. Perché secondo lui quella è robaccia e non letteratura. E chiunque al giorno d’oggi è capace di scrivere una banale storia d’amore… O no?
Perché i romanzi concedono il lusso di scoprirsi molto più sensibili di quello che magari si è davvero, nella vita di tutti i giorni, dove si gira con corazze preparate ad arte e coltelli degni dei migliori film sui ninja. Chi scrive storie d’amore ha il grande privilegio di poter continuare a sognare senza sentirsi in colpa: è concreto quando vive, sognatore quando immagina.
Recensione
Questo libro è stato una piacevole riscoperta (già letto diversi anni fa).
Il Romanzo è scritto molto bene, la lettura è fluida e c'è continuità anche se nei vari capitoli si passa dal Pov maschile a quello femminile.
La protagonista, Laurel, è una scrittrice di successo di romanzi rosa e deve farei conti con le etichette decise dalla società, in questo caso l'etichetta è un colore che detesta tanto quanto essere sottovalutata come scrittrice e come donna per i romanzi che scrive e che subiscono il pregiudizio di chi neppure li ha letti. Aidan è uno di quegli uomini che partono prevenuti sul genere e sulle donne che lo leggono.
Un aspetto che mi è piaciuto molto del libro è l'importanza data al percorso che i protagonisti fanno nella storia, che non gira prettamente intorno alla chimica (di cui comunque si parla), ma alla conoscenza reciproca che aumenta ad ogni incontro. E scoprendo l'altro c'è un approfondimento anche di sé. In questo libro il viaggio è importante, non solo la meta.
Quello che la gente spesso non capisce è che la magia del rosa non sta tanto nella capacità di predire chi si innamorerà di chi– non scriviamo mica gialli– ma nella bellezza di un percorso condiviso. Tutte le volte che due persone si innamorano accade qualcosa di magico. È come se qualcuno dall’alto spruzzasse un po’ di polvere.
Ma ciò che davvero ho amato è che l'autrice ci ricorda che i romanzi prendono ispirazione dalla vita reale: non esistono persone perfette, ma persone che decidono di impegnarsi. Amare significa scegliersi e accettarsi reciprocamente.
Piccola riflessione personale.
È passato qualche anno dalla uscita eppure il mondo vede ancora il Rosa (e non solo) come letteratura di serie B. È avvilente pensare che quando mia figlia sarà adulta, tra diversi anni, il Romanzo sarà ancora uno specchio della società letteraria.
Commenti
Posta un commento
Dimmi cosa ne pensi....